Contenuti per adulti
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Shock morboso
nel mondo degli impulsi,
Nel tentativo, che amplifica
la solilenzio,
Rimbalzati
elettromagnificamente lontani,
agli antipodi,
scaviamo nel mondo per ritrovarci.
Caveoso, minerario, siderurgico,
questo dantesco abisso
distopico del reale.
Lì, un prismatico essere
giocava tra luci e ombre
di quelle carcasse.
Il volto
I suoi occhi
Riflettevano l'ombra dell'universo:
Nebulosa Boomerang
al centro di quei mirini,
che addosso mi scarica,
freddi scarti,
di una fabbrica di morte
In questo slowmugshot:
Radialmente intriso,
Umanamente intruso.
Non era un viso di bronzo,
Ma un telaio di marmo:
increpabile, inossidabile, isolante.
La smagliatura è la macrofrattura infliggibile
In un microfrattale, ipnotico.
I polmoni
Eccezione,
alle formule che ci governano
andai a sbattere
contro il vuoto, nel suo interno.
Venni inalato da turbolenze
e turbine che mi risucchiarono.
Come se ogni respiro
fosse solo un altro giro
compressione e decompressione.
L'ennesimo obbligo
in un'aria di depressione:
armonia ammonica asfissiante.
"Infinitesimo scarto
di un infinito ribelle"
Il sangue
Riversato, in quel vuoto cosmico,
Trascinato
in quel liquido austero...
Benzina? Petrolio? Greggio?
No,
solo un gregge di pesci
in un mare di niente...
Minato di cristalli di iOdio,
pronti a frammentare,
Scheggiare,
Detrizzare,
Tutto ciò che è vita
in un abisso immortale.
Il fegato
Tensiometri
scartavano la minima anomalia:
il bene... Un atomo
separato dal suo doppelganger.
In questo flusso di crocerossine,
macchie di antimonio
segnano il tempo,
di un' altra vita.
I reni
Palazzeschi
due muri di fuoco,
distillati nei livelli,
sbarranti le porte,
spalancanti le finestre
verso un suolo:
solletico terremotante della vita.
Ma chi ci arriva alla fine?
"Il rifiuto ultimo dell'odio
è la vita
Che sopravvive al suo atto intimidatorio."
L'intestino
Morbosamente ammassati,
fili massicci,
lastre di vetro curvate,
Violentate, eccitate, stuprate di energia,
Sfociano in un mare elettrico
in cui anche gli isolanti, faticano.
Il pancreas
Catalizzare
tutto questo ciclo,
è invertire il senso di marcia.
Così, il tapis roulant della vita,
ti schiaccia verso altri numeri,
ti forza ad altri risultati,
abitando un campo di battaglia,
la cui cupola è in continua pressione.
Lo scheletro
Questo pluriverso di niente,
era coperto, gelosamente,
da solidi aculei d'acciaio,
mirati a trafiggere più che trafiggersi.
Senza pensare, solo eseguire.
Il cervello
L'esecutore primario era lui:
estrattore, astrattore, istigatore,
di volontà fugaci
in una funivia di pensieri.
Decapitate quelle idee
dal cuore che le ha partorite.
Nozionificate.
Raggruppate e messe in circolo,
su cavi teleonomici,
volte ad alimentare il vuoto.
Me ne andai,
uscii da quel corpo
e ritornai nei miei panni:
una talpa avanti con gli anni.
Pensai ad alta voce
quasi a urlare quel lamento intimo:
"Dentro manca equilibrio!
Siamo tutti fragili
in questo cortosistema,
se scegliamo di prendere fuoco,
o di coltivare piante di vita.
In noi, come dell'universo,
ci sono leggi che comandano
questo ciclo.
Ma l'io che le applica
non è equo a ogni giro.
In un mondo che metà brucia e metà cresce,
io, sono la giunzione isolante
al confine,
tra la vita e la libertà d'essere".
Questa poesia, allora... Che cos'è?
"Sono solo una particella.
Radiazione affettiva
che brama il legame
in un mondo di allineatomi:
Separganizzata società.
L'imperativo in me
non divide et impera,
non merge et libera,
ma divide et extolle."